A. Mozart (1756-1791)
Te Deum Laudamus in Do Maggiore K.141
T. L. de Victoria (1548-1611)
O Magnum Mysterium
M. Lauridsen (1943- * )
O Magnum Mysterium
M. A. Charpentier (1643-1704)
Te Deum in Re maggiore H.146

A. Mozart (1756-1791)
Te Deum Laudamus in Do Maggiore K.141
T. L. de Victoria (1548-1611)
O Magnum Mysterium
M. Lauridsen (1943- * )
O Magnum Mysterium
M. A. Charpentier (1643-1704)
Te Deum in Re maggiore H.146
Direttrice Arianna Radaelli
Maestro del coro Giorgio Radaelli
Maestro Collaboratore: Paolo Saluzzi
Preparatrice vocale Paola Bozzolini
Soprani Albertina Dal Bo, Paola Bozzolini
Contralto Marco Faversani
Tenore Giovanni Tarchi
Basso Roberto Battista
CORO e ORCHESTRA DA CAMERA Città di Cernusco sul Naviglio
Arianna Radaelli
Nata a Milano nel 1995, si è diplomata in pianoforte con Silvia Rumi e Paolo Bordoni presso il Conservatorio di Milano (2015). L’incontro con Emilia Fadini e i primi anni di studio delle tastiere storiche l’hanno portata a conseguire, dopo la maturità classica, un Biennio in clavicembalo presso il Conservatorio di Como, nella classe di Giovanni Togni (2017). La sua formazione è proseguita presso la Schola Cantorum Basiliensis, dove ha frequentato un Master of Arts in Performance e un Master in Pedagogia, entrambi conclusi col massimo dei voti, con Francesco Corti e Andrea Marcon (2019, 2021). Negli anni successivi
ha studiato direzione di coro con Massimo Mazza e Jörn Andresen e direzione d’orchestra con Gilberto Serembe presso la Italian Conducting Academy.
È stata vincitrice del XIX Concorso Internazionale di Clavicembalo “Paola Bernardi” di Bologna. Dal 2021 al 2023 ha insegnato basso continuo al Mozarteum di Salisburgo; dal 2023 insegna clavicembalo e basso continuo presso la Staatliche Hochschule für Musik und Darstellende Kunst Stuttgart, di cui è dal 2024
direttrice del dipartimento di musica antica. Dal 2023 Arianna è docente di basso continuo dei corsi di Urbino Musica Antica (FIMA).
Arianna ha un’intensa attività concertistica, sia come solista al cembalo e al fortepiano sia come continuista all’interno di rinomate orchestre barocche, tra cui Il Pomo d’Oro, La Cetra Barockorchester, Ensemble Zefiro, Café Zimmermann, Gaechinger Cantorey Stuttgart, Balthasar-Neumann Orchestra, Les Musiciennes du Concert de Nations. In ambito teatrale, Arianna è stata assistente musicale nell’allestimento di produzioni di opere barocche presso Internationale Händel-Festspiele Göttingen, Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, Teatro Real di Madrid, Theater an der Wien, Théâtre des Champs-Élysées, avendo l’opportunità di lavorare al fianco di direttori quali Andrea Marcon (Dido, Königin von Carthago di C. Graupner – 2024), Francesco Corti (Alcina di G.F. Händel – 2024), Luca Quintavalle (L’amazzone corsara di C. Pallavicino – 2022), Gernot Sahler (L’incoronazione di Poppea di C. Monteverdi – 2022) Fabrizio Ventura (Ottone di G.F. Händel – 2019).
Con il suo ensemble La Filarete ha inciso il suo primo disco solistico, “Wonder in Venice”: pubblicato da Arcana (Outhere) nel 2025, ha ricevuto numerosi premi dalla critica internazionale, tra cui il prestigioso Diapason d’Or.
Coro polifonico “Città di Cernusco sul Naviglio”
Formazione polifonica storica della città di Cernusco, insignita con il Gelso d’Oro nel 2023.
Fondato nel 1973, nel contesto della Scuola Civica, ha costituito nel tempo un ampio repertorio profano e sacro, partecipando a concorsi, tournée, eventi per celebrazioni religiose e civili, collaborando con numerose istituzioni musicali e culturali. A partire dal 2013, la guida del coro è stata assunta dal M° Giorgio Radaelli, intraprendendo un percorso che lo ha reso una delle formazioni più ampie e dinamiche della città metropolitana.
Il Coro si propone oggi, per la città di Cernusco, come riferimento culturale per la pratica vocale e la diffusione della musica in generale, con un’offerta formativa ampia e qualificata sia per gli adulti, sia per nuove generazioni, sostenute sempre da professionalità di alto profilo: sono parte integrante dell’associazione corale le formazioni di voci bianche e giovanili Millenote e CdC Young, dirette dalla Maestra Paola Bozzolini, per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni.
A partire dal 2019, è ente promotore della Rassegna “Musica all’Assunta”, nel contesto della quale sono state allestite importanti opere per Coro e Orchestra, quali: Te Deum K141 di W.A: Mozart, Oratorio de Noël, Op.12 di C. Saint Saens, Missa brevis K276 di W.A Mozart, brani da L’Enfance du Christ op.25 di H.Berlioz, Gloria e Magnificat di A.Vivaldi, Messiah di G.F. Haendel.
Orchestra “Città di Cernusco sul Naviglio”
Costituita nel 2019, come estensione del Coro, per l’esecuzione del repertorio vocale e strumentale e con l’intento di creare un valore culturale importante per la città. Si fonda sulla collaudata collaborazione fra professionisti affermati, molti dei quali già operanti sul territorio e giovani talenti, provenienti principalmente sia dalle scuole musicali del vicinato e dal conservatorio G.Verdi di Milano, per i quali l’esperienza orchestrale è una preziosa integrazione nel percorso degli studi superiori.
Violini I: Carlo De Martini, Valentina Ghirardani, Bianca Barbieri, Luca Masiero
Violini II: Emma Partanen, Silvia Canavero, Francesco Spiri, Giulia Pan
Viola: Adelheid Dalvai, Silvia Frigerio
Violoncello: Claudio Frigerio, Marco D’Urso
Contrabbasso: Federico Donadoni
Flauti: Mario Lacchini, Gabriele Formenti
Oboi: Siria Domeniconi, Elena Passera
Trombe: Alberto Chiodini, Marcello Ronchi
Fagotto: Emma Onida
Timpani: Walter Morelli
Organo: Maurizio Mancino
Clavicembalo e Direzione: Arianna Radaelli
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Te Deum Laudamus |
Il “Te Deum” di Mozart non è una delle sue composizioni più note e non è ampiamente documentato, ma esiste una composizione intitolata “Te Deum” in Do maggiore, K. 141/66b. Questa non è l’inno tradizionale, ma un pezzo corale e orchestrale del compositore, distinto dalle altre composizioni di Mozart come il Requiem (incompleto) o Don Giovanni. La sua storia è legata al periodo giovanile di Mozart, compositore che ha scritto molte altre opere con temi sacri, ma che non è conosciuto principalmente per il “Te Deum”.
Periodo di composizione: Non ci sono informazioni dettagliate sulla data di composizione, ma è certo che sia stata scritta durante il periodo giovanile di Mozart.
Stile: Si inserisce nello stile compositivo di Mozart, caratterizzato da eleganza, armonia e melodia.
Titolo completo: “Te Deum in Do maggiore, K. 141/66b”
Struttura: Si compone di quattro sezioni: Allegro, 63 battute – Adagio, battute 64-69 – Allegro, battute 70-142 – Allegro, battute 143-227
| Te Deum laudamus: Te Dominum confitemur. Te aeternum patrem, omnis terra veneratur.Tibi omnes angeli, tibi caeli et universae potestates: tibi cherubim et seraphim, incessabili voce proclamant: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt caeli et terra majestatis gloriae tuae.Te gloriosus Apostolorum chorus, te prophetarum laudabilis numerus, te martyrum candidatus laudat exercitus.Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia, Patrem immensae maiestatis;venerandum tuum verum et unicum Filium Sanctum quoque Paraclitum Spiritum. Tu rex gloriae, Christe.Tu Patris sempiternus es Filius. Tu, ad liberandum suscepturus hominem, non horruisti Virginis uterum.Tu, devicto mortis aculeo, aperuisti credentibus regna caelorum. Tu ad dexteram Dei sedes, in gloria Patris.Iudex crederis esse venturus. Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni, quos pretioso sanguine redemisti.Aeterna fac cum sanctis tuis in gloria numerari.Salvum fac populum tuum, Domine, et benedic hereditati tuae. Et rege eos, et extolle illos usque in aeternum.Per singulos dies benedicimus te; et laudamus nomen tuum in saeculum, et in saeculum saeculi.Dignare, Domine, die isto sine peccato nos custodire. Miserere nostri, Domine, miserere nostri. Fiat misericordia tua, Domine, super nos, quem ad modum speravimus in te. In te, Domine, speravi: non confundar in aeternum. |
Noi ti lodiamo Dio: ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, tutta la terra ti adora.A te tutti gli angeli, a te i cieli e tutte le potenze: a te i cherubini e i serafini, proclamano con voce incessante: Santo, Santo, Santo Signore Dio dell’universo. I cieli e terra sono pieni della tua gloria.Ti loda il glorioso coro degli apostoli, il numero lodevole dei profeti, la candida schiera dei martiri.In tutto il mondo la Santa Chiesa confida in te, Padre di immensa maestà;il tuo venerabile, vero e unico Figlio e lo Spirito Santo, il Paraclito. O Cristo re della gloria.Eterno Figlio del Padre. Tu, per la salvezza dell’uomo, Non hai disdegnato il grembo della vergine.Tu, Vincitore della morte, hai aperto ai credenti il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.Confidiamo che sarai giudice, alla fine dei tempi. Ti imploriamo, perciò, di aiutare i tuoi servi, che hai redento con il tuo sangue prezioso.Fai che siano annoverati per sempre nella gloria dei tuoi Santi.Salva il tuo popolo, o Signore, guida e benedici i tuoi figli. Governali ed esaltali per sempre.Ogni giorno ti benediciamo; lodiamo il tuo nome per sempre, nei secoli dei secoli.Degnati, o Signore, di custodirci in questo giorno senza peccato. Abbi pietà di noi, o Signore, abbi pietà di noi. La tua misericordia, o Signore, sia su di noi, in te abbiamo sperato. Tu sei la nostra speranza: non saremo confusi in eterno. |
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O Magnum Mysterium |
“O Magnum Mysterium” di Tomás Luis de Victoria è un mottetto natalizio a quattro voci, probabilmente composto dopo il 1570 e destinato alla celebrazione della Circoncisione del Signore. La composizione utilizza tecniche polifoniche ed effetti retorici per esaltare il significato del testo, come l’uso dell’intreccio polifonico per il “mistero” e dell’omoritmia per l’esultanza o la descrizione di eventi specifici.
Genere e data: È un mottetto natalizio a quattro voci, scritto da Victoria dopo il 1570.
Contesto: È associato alle celebrazioni della Circoncisione del Signore (2 gennaio).
Scopo: Il brano mira a sottolineare il significato delle parole attraverso l’uso delle figure retoriche musicali.
Intreccio polifonico: Usato per esprimere il mistero dell’incarnazione.
Omoritmia (voci che procedono all’unisono): Impiegata per evidenziare passaggi del testo, come la nascita di Gesù vista dagli animali (“viderent Dominum”) o la beatitudine della Vergine Madre (“O beata virgo”).
Testo: Il testo originale include il mistero del Natale, la nascita di Gesù e la Vergine Maria che lo porta nel suo grembo, con una sezione finale in “Alleluia”.
| O magnum mysterium et admirabile sacramentum, ut animalia viderent Dominum natum, jacentem in praesepio.O beata Virgo, cuius viscera meruerunt portare Dominum Jesum Christum.Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum.O beata Virgo, cujus viscera meruerunt portare Dominum Jesum Christum.Alleluia! |
O grande mistero e meraviglioso sacramento, che gli animali abbiano visto il Signore appena nato, giacente nella mangiatoia.O beata Vergine, le cui viscere hanno meritato di portare il Signore Gesù Cristo.Ave Maria, piena di grazia: il Signore è con te.O beata Vergine, le cui viscere meritarono di portare il Signore Gesù Cristo.Alleluia! |
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O Magnum Mysterium |
Lauridsen compose il suo O magnum mysterium nel 1994 su commissione di Marshall Rutter (in onore della moglie Terry Knowles) mentre era Composer-in-Residence del Los Angeles Master Chorale.
La prima esecuzione avvenne il 18 dicembre 1994 al Dorothy Chandler Pavilion (Los Angeles), diretta da Paul Salamunovich; l’opera fu pubblicata nel 1995.
Testo e contesto liturgico: Il testo è il tradizionale responsorio latino «O magnum mysterium», parte delle responsorie per la Veglia di Natale (Matins). Si tratta di un inno medievale/Gregoriano che celebra il «grande mistero» della Natività. Lauridsen usa questo testo antico come punto di partenza per la sua meditazione musicale.
Ispirazione visiva e processo creativo: Lauridsen ha dichiarato che lo ispirò un dipinto di Francisco de Zurbarán, Still Life with Lemons, Oranges and a Rose (1633): l’immagine della rosa e della semplicità delle nature morte gli evocò il senso di raccoglimento che voleva trasmettere. Ha lavorato al brano per alcuni mesi prima della pubblicazione.
Caratteristiche musicali e stile: Il pezzo è per coro a cappella (SATB divisi). Pur essendo essenzialmente diatonico e radicato nella tradizione corale, Lauridsen utilizza elementi modali (richiami al Lidio) e sovrapposizioni di linee lunghe e “cluster” armonici che creano un effetto etereo e sospeso. Nota pratica: c’è un momento intenzionale di “spotlight” armonico — un sol# sugli alti alla parola Virgin — usato per enfatizzare quel testo.
Ricezione e fortuna esecutiva: O magnum mysterium è diventato uno dei pezzi più popolari e registrati di Lauridsen (centinaia di esecuzioni/registrazioni), tanto da essere considerato una sorta di “firma” del suo repertorio corale contemporaneo. Sono nate anche trascrizioni e arrangiamenti (es. per archi, versione per voce e pianoforte/organo).
| O magnum mysterium et admirabile sacramentum, ut animalia viderent Dominum natum, jacentem in praesepio.O beata Virgo, cuius viscera meruerunt portare Dominum Jesum Christum.Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum.O beata Virgo, cujus viscera meruerunt portare Dominum Jesum Christum.Alleluia! |
O grande mistero e meraviglioso sacramento, che gli animali abbiano visto il Signore appena nato, giacente nella mangiatoia.O beata Vergine, le cui viscere hanno meritato di portare il Signore Gesù Cristo.Ave Maria, piena di grazia: il Signore è con te.O beata Vergine, le cui viscere meritarono di portare il Signore Gesù Cristo.Alleluia! |
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Te Deum |
Il Te Deum di Charpentier (H 146) è un’opera barocca in re maggiore composta tra il 1688 e il 1689, probabilmente per celebrare la vittoria francese nella battaglia di Steenkerque nel 1692. L’opera è scritta per soli, coro e orchestra con strumenti come flauti, oboi, trombe, timpani, archi e basso continuo. Il suo preludio strumentale è diventato famoso come sigla della Eurovisione.
Composizione: Fu composto a Parigi tra il 1688 e il 1689, un periodo in cui Charpentier era maestro di musica presso il collegio dei gesuiti di Saint Louis-le-Grand.
Organico: È l’unico dei quattro Te Deum di Charpentier pervenuti ad essere composto per un organico che include trombe e timpani, oltre a flauti, oboi, archi e basso continuo.
Ispirazione: Si ritiene che Charpentier si sia ispirato al Te Deum di Jean-Baptiste Lully, in particolare per l’uso solenne delle trombe nel brano d’apertura.
Struttura: La composizione alterna momenti sontuosi, eseguiti da soli, coro e orchestra, a passaggi più intimi che vedono l’intervento dei soli e di pochi altri strumenti.
Contesto: La composizione è legata alla celebrazione della vittoria francese nella Guerra della Grande Alleanza, in particolare la battaglia di Steenkerque del 1692.
Il preludio strumentale del Te Deum è universalmente riconosciuto per essere la sigla dei programmi trasmessi dall’Eurovisione fin dal 1954, simbolo dell’identità televisiva europea.
| Te Deum laudamus: Te Dominum confitemur. Te aeternum patrem, omnis terra veneratur.Tibi omnes angeli, tibi caeli et universae potestates: tibi cherubim et seraphim, incessabili voce proclamant: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt caeli et terra majestatis gloriae tuae.Te gloriosus Apostolorum chorus, te prophetarum laudabilis numerus, te martyrum candidatus laudat exercitus.Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia, Patrem immensae maiestatis;venerandum tuum verum et unicum Filium Sanctum quoque Paraclitum Spiritum. Tu rex gloriae, Christe.Tu Patris sempiternus es Filius. Tu, ad liberandum suscepturus hominem, non horruisti Virginis uterum.Tu, devicto mortis aculeo, aperuisti credentibus regna caelorum. Tu ad dexteram Dei sedes, in gloria Patris.Iudex crederis esse venturus. Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni, quos pretioso sanguine redemisti.Aeterna fac cum sanctis tuis in gloria numerari.Salvum fac populum tuum, Domine, et benedic hereditati tuae. Et rege eos, et extolle illos usque in aeternum.Per singulos dies benedicimus te; et laudamus nomen tuum in saeculum, et in saeculum saeculi. Dignare, Domine, die isto sine peccato nos custodire.
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Noi ti lodiamo Dio: ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, tutta la terra ti adora.A te tutti gli angeli, a te i cieli e tutte le potenze: a te i cherubini e i serafini, proclamano con voce incessante: Santo, Santo, Santo Signore Dio dell’universo. I cieli e terra sono pieni della tua gloria.Ti loda il glorioso coro degli apostoli, il numero lodevole dei profeti, la candida schiera dei martiri.In tutto il mondo la Santa Chiesa confida in te, Padre di immensa maestà;il tuo venerabile, vero e unico Figlio e lo Spirito Santo, il Paraclito. O Cristo re della gloria.Eterno Figlio del Padre. Tu, per la salvezza dell’uomo, Non hai disdegnato il grembo della vergine.Tu, Vincitore della morte, hai aperto ai credenti il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.Confidiamo che sarai giudice, alla fine dei tempi. Ti imploriamo, perciò, di aiutare i tuoi servi, che hai redento con il tuo sangue prezioso.Fai che siano annoverati per sempre nella gloria dei tuoi Santi.Salva il tuo popolo, o Signore, guida e benedici i tuoi figli. Governali ed esaltali per sempre.Ogni giorno ti benediciamo; lodiamo il tuo nome per sempre, nei secoli dei secoli. Degnati, o Signore, di custodirci in questo giorno senza peccato.
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Adeste Fideles (Venite Fedeli) |
Si tratta di un canto natalizio in latino di origine incerta, reso celebre dal copista John Francis Wade (circa 1711-1786) intorno al 1740-1744, che trascrisse testo e melodia, probabilmente da un tema popolare irlandese, per i cattolici inglesi in esilio, con le prime copie firmate da lui risalenti al 1751, e fu poi modificato e arricchito da altri, diventando un inno universale del Natale.
Venite fedeli, l’angelo ci invita
Venite, venite, a Betlemme.
Nasce per noi, Cristo Salvatore.
Venite adoriamo, venite adoriamo,
Venite adoriamo, il signore Gesù
| Adeste fideles læti triumphantes, venite, venite in bethlehem. Natum videte regem angelorum. Venite adoremus, venite adoremus, venite adoremus Dominum. En, grege relicto, humiles ad cunas, vocati pastores adproperant. Et nos ovanti gradu festinemus. Venite adoremus, venite adoremus, venite adoremus Dominum. |
Oh fedeli venite trionfanti e gioiosi, venite, venite a Betlemme. Ammirate il Re degli angeli che è nato. Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore Ecco: lasciato il gregge, gli umili pastori si affrettano, chiamati verso la culla. Anche noi affrettiamoci con passo di giubilo. Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore |
● Amministrazione Comunale di Cernusco sul Naviglio
● Mons. Luciano Capra e la Parrocchia di Santa Maria Assunta
● Co.Ge.Ser. Energia
● Pro Loco di Cernusco sul Naviglio
● Scuola Civica di Musica di San Donato Milanese e la Maestra Elisa Visco
● Conservatorio di Milano e il M° Diego Dini Ciacci
● Coro femminile Philomela e Coro Santa Cecilia di Pratocentenaro
● Studio di registrazione Aleotti e Cabeto
● Tessuti Raponi
● Marco Fioretti – Serramenti e Porte
● Tutti i volontari interni ed esterni all’associazione che hanno partecipato all’allestimento
La Rassegna Musica all’Assunta è una manifestazione di rara complessità tecnica e organizzativa, totalmente autoprodotta, ed è resa possibile grazie ad importanti contributi pubblici e privati, oltre al supporto di volontari.
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